Chi Siamo


La nascita di Brut & Zero

La Brut & Zero trova i suoi albori nel 2007 per opera di due appassionati Massimiliano Cattin e Luca Nosilia che, dopo svariati viaggi in champagne "armati" di un mezzo chiamato camper, selezionano una manciata di vigneron dopo averne visitati molti e aver ceduto a tanti altri "l'onore delle armi ".

L'idea originale dei due amici era quella di soddisfare le proprie esigenze personali e quelle della provincia di appartenenza, quella Vicenza che avrebbe conosciuto delle etichette diverse dalle blasonate imperanti.

Il progetto si sviluppa grazie al positivo riscontro dei soggetti incontrati strada facendo, una sorta di passaparola che amplifica la bontà della qualità proposta attanagliando il consenso di operatori del settore commerciale.

La passione condivisa da numerosi potenziali clienti sfocia inevitabilmente nella commercializzazione dei prodotti stessi, ed è proprio in questo momento che l'idea iniziale prende forma concreta nella Brut & Zero.

 

Nuove collaborazioni e l'entrata di grandi etichette

Corre l'anno 2008 e Luca decide di rispondere alla chiamata del suo importante lavoro di "maitre di cambusa" presso il molo di Montecarlo.

Massimiliano dal canto suo non vuole vanificare un lavoro sin qui svolto con intensità e soddisfazione, per cui assume il controllo delle operazioni e si avvale di collaboratori, ora interni (Gianni Lipani) ora esterni (Alberto Roffia) che gli consentono di operare quell'insostituibile confronto che sta alla base di qualsiasi crescita professionale.

Prende forma così l'attuale catalogo che comprende quattro maison Grand Cru ed una Premier Cru, alle quali si abbina un'azienda che produce il più antico metodo classico al mondo: la blanquette de Limoux.

La dipartita di Gianni Lipani nel 2013 apre le porte ad una collaborazione più stretta con Alberto Roffia, non più nei panni di collaboratore esterno, bensì come compagno di viaggio, quasi a riprendere quel filo originario di passione che aveva caratterizzato gli esordi della Brut & Zero.

 

L'arte del metodo classico

Frutto conseguenziale ne sia l'ingresso in catalogo di tre nuove aziende, questa volta italiane, con in comune l'arte del metodo classico.

Il fine di questa nuova frontiera che apre le porte anche agli spumanti italiani, si identifica in una ricerca costante e ampliata al mondo dei vini che non rinunciano alla loro "naturale CO2".

La passione muove innumerevoli stati d'animo e noi continueremo a fomentare quest'onda attraverso la ricerca di nuovi interpreti da affiancare ai nostri attuali compagni di viaggio, senza i quali questa storia non avrebbe avuto inizio e continuazione.